Yazd

Introduzione


La sua fondazione risale a ca. 3000 anni fa, ai tempi dell'Impero dei Medi. Yazd si offre al viaggiatore con un magnifico bagaglio di cultura, tradizione e particolare stile di vita. Possiede uno straordinario patrimonio storico oltre ad essere una città semplicemente bellissima. Allo stesso tempo, però, sorprende per la sua insolita architettura che è di fatto specchio della vita nel deserto, un'autentica testimonianza del rapporto tra l’uomo e la natura aspra. Gli abitanti di Yazd hanno infatti imparato col tempo la soluzione migliore per convivere in armonia con questa natura non tanto generosa. Hanno imparato metodi per poter rinfrescare le loro case, infatti hanno costruito torri particolari che possiedono un sistema mediante il quale l'aria viene canalizzata verso il basso, pertanto, mentre fuori la temperatura è altissima, all’interno delle abitazioni rimane un’aria piuttosto gradevole. Yazd è situata nel mezzo di un’oasi, fra il deserto del Dashte-E-Kavir e Dashte-Lut, al confine di Shir-kuh.


Clima e curiosità


Yazd come clima è la più secca fra la principali città iraniane e come tante altre vanta una ricca produzione di eleganti tappeti. La curiosità è che mentre la città è situata al centro di un deserto, dove dunque ci sono pochi alberi e i fiori, i tappeti qui prodotti sono ricchi di motivi floreali. Molto probabilmente ciò esprime il forte desiderio degli abitanti per una natura più accondiscendente.


Marco Polo


La città si trova sulla celebre Via della Seta, visitata da Marco Polo nel 1272. Osservando Yazd con l'occhio competente del mercante, Marco Polo descrive l’attività lavorativa di questa gente, in particolare i tessuti di seta ricamati con filo d'oro, che tuttora sono prodotti qui ed anzi rappresentano una tipicità del luogo.
Egli descrive con dovizia di particolari alcuni elementi registrati in quel viaggio, per esempio il sistema di approvvigionamento idrico ottenuto mediante i Qqnat, cioè la galleria o i canali che conducono l'acqua dalle montagne che dava a Yazd la possibilità di essere un'oasi nel deserto.

Marco Polo pensò in un primo momento che le torri del vento fossero minareti, ma la verità è che questi torri a forma poligonale o rettangolare, sono una sorta di ventilatori che riescono a rinfrescare l'aria; quindi i sotterranei con questo sistema avranno ambienti piacevoli rispetto il clima torrido e asciutto all'esterno.

Lo stesso Marco Polo rimane meravigliato dalla bellezza di Yazd e la definisce cosi: "A Yazd pensare a 'Le mille e una notte' non è banale, è inevitabile."

Il clima difficile - che tra l’altro regala precipitazioni scarsissime - è stato il motivo per cui eventuali invasori nel passato non hanno mai trovato interesse ad attaccare e conquistare la città. Per tale ragione la città risultava il luogo migliore per coloro che cercavano rifugio, si pensò soprattutto agli Zoroastriani che venivano spesso perseguitati.

Religione


Lo Zoroastrismo, fondato da Zoroastro intorno all’800 a.c. come dicono alcuni fonti, mentre altre al 500 a.c., si può definire una sorta di filosofia/religione. Il punto comune tra Zoroastrismo e le altre religioni monoteiste è che anch’essa crede in un solo Dio, con la differenza che il Dio degli zoroastriani è Ahura Mazda creatore dello spirito del bene Spenta Mainyu, in opposizione allo spirito del male Angra Mainyu. Tutto ciò che è bene ed aiuta la gente ed il mondo fa parte del Spenta Mainyu e tutto ciò che fa parte del male o è distruttore è spirito maligno. Per Zoroastro il fuoco è il principio creatore e rappresenta l’energia vitale, la luce.

La sua principale dottorina si riassume in: “buona pensiero, buona parola, buona opera”. La religione mostra un’apertura moderna alla parità sessuale in termini di diritti tra uomini e donne ed uno spirito che possiamo definire 'ecologico' in quanto c’è un rispetto particolare per la natura, così come un’esaltazione dell’uomo attivo e laborioso. Lo Zoroastrismo diffuse in definitiva la gioia di stare bene. Naturalmente tale religione aveva una sua idea anche sulla vita dopo la morte, con relativo paradiso ed inferno. Tutti alla fine del loro percorso devono attraversare il “ponte”. Coloro che hanno vissuto secondo le regole dello spirito santo supereranno il ponte e quindi andranno in paradiso; al contrario le persone malvage cadranno dal ponte precipitando nell’inferno. Siccome v’era la credenza per cui dopo la morte l’anima lascia il corpo dopo tre giorni, i cadaveri venivano lasciati per ben tre giorni all’aperto, in posizione sopraelevata rispetto al terreno (Torri del silenzio). Vale la pena di citare che esiste un affresco realizzato da Raffaello Sanzio che ritrae la figura di Zoroastro; fu dipinto nel 1509 ed è collocato nei palazzi apostolici in Vaticano.

Tale filosofia influenzò largamente molte regioni dell’Asia centrale, tra cui l’Iran, prima dell’avvento della religione islamica nel VII secolo (permangono tuttora alcune zone fedeli a tale pensiero). In molti testi storici, quali, ad esempio, Erodoto, si sottolinea come i persiani nell’arco dell’anno hanno tantissime feste. Così Will Durant più volte riferisce sul modo di vivere dei persiani nei tempi antichi. Da sottolineare gli anni in cui nasce questa ideologia sono anni fecondi in tutto il globo per l’esistenza di vari pensatori che hanno contribuito alla diffusione, ad esempio, del buddismo o dell’induismo. Senza alcun dubbio Ciro il Grande era frutto di questi tempi: con le suoi leggi che hanno conferito dignità ai popoli liberati da lui, è rimasto ancora adesso un esempio illuminante per tutta l’umanità.




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